VACLAV HAVEL – L’UOMO DI VELLUTO – MUŽ NEŽNEJ REVOLÚCIE

“Non è un dialogo come l’altro. Esistono i dialoghi corti e lunghi. Esistono i dialoghi profondi e superficiali. Esistono i dialoghi unici e quelli ripetibili. Esistono i dialoghi “una volta e basta” ed i dialoghi come un romanzo da continuare. Esistono i dialoghi amichevoli e quelli ostili. Esistono i dialoghi voluti ed indesiderati. Esistono dialoghi dopo i quali ci sentiamo meglio e quelli dopo i quali non stiamo bene…

Dopo qualche dialogo ci sentiamo più leggeri nell’anima. La presenza dell’altra persona che cerca di capirci e sta “tutta con noi”, è un piacere.”
Jaro Krivohlavy

La vita di un essere umano è come un dialogo.
La qualità (psicologica, interpersonale) del dialogo dipende dal coinvolgimento delle persone, dalla capacità di ascoltare e percepire, dalla capacità delle persone di essere nel “qui ed ora”, vivere il dialogo proprio in quel momento quando accade. La qualità della vita forse dipende dalle stesse caratteristiche.

18 dicembre 2011. La notizia sulla morte di Vaclav Havel si è difusa al mondo il giorno stesso della sua morte.
E’ morto l’ultimo presidente della Cecoslovacchia ed primo presidente della Repubblica Ceca, il drammaturgo, l’uomo che ha dato il suo contributo per la fine del regime totalitario.
La morte è giunta a causa di problemi respiratori all’età di settantacinque anni, in suo onore si sono tenuti tre giorni del lutto nazionale in Repubblica Ceca. E’ morto un grande personaggio, così hanno scritto tanti giornali.

Ho cercato di capire come i cechi e gli slovacchi percepiscono il personaggio di Havel, ad alcuni l’ho chiesto personalmente, altre opinioni le ho trovate nei diversi giornali.
I cechi dicono che la morte di Havel è stato un momento triste perché hanno perso il più grande presidente nella storia della Repubblica Ceca. Un politico che non si è comportato come gli altri politici, era onesto, “non rubava” ed era “umano”. Lo apprezzavano perché parlava con le persone senza opporre filtri burocratici, con fare semplice senza dare l’impressione, come fanno tanti politici, che lui fosse superiore.

Gli slovacchi dicono che era un presidente che hanno invidiato ai cechi. Dicono che debbono ringraziarlo per la caduta del regime totalitario, che è stato un personaggio forte e coraggioso, che ha sempre trovato le parole per deprecare torti, corruzione ed immoralità.
Le parole potenti di Havel hanno messo in movimento le masse e hanno incoraggiato la gente per porsi contro il regime nel quale mancava la libertà. Lui non voleva la separazione della Cecoslovacchia e quando questa è avvenuta si è ritirato dalla politica per alcuni mesi.

I cechi e gli slovacchi lo hanno apprezzato per la sua modestia.

Il suo contributo sulla scena di politica è stato criticato dai cechi perché non ha fermato la privatizzazione, cosa che è stata vista come un processo di perdita delle proprietà della repubblica. Alcune persone, sopratutto quelle della vecchia generazione, speravano che il cambiamento del regime portasse libertà, democrazia e umanesimo, ma questo non è successo. Non siamo stati pronti per quello che avrebbe dovuto accadere dopo…

I cechi e gli slovacchi sono molto fieri del fatto che la Cecoslovacchia si è separata senza un conflitto militare, e questo anche a causa delle idee pacifistiche di Havel che hanno accompagnato la Rivoluzione di Velluto. Quelle idee però l’ex-presidente non le ha presentate più quando ha espresso il suo supporto agli americani per la guerra “di prevenzione” in Iraq (si, quella guerra che il capo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha considerato illegale e che ha visto una grave manipolazione mediatica sul numero di morti iracheni).

La critica si trova anche su wikipedia italiana (ma non su quella ceca e slovacca): “Havel nel 2007, nonostante la promessa fatta poco dopo la rivoluzione di Velluto, che “nessuna truppa straniera sarebbe più stata invitata a mettere piede in territorio ceco”, ha dichiarato il suo appoggio al progetto di scudo missilistico americano nella Repubblica Ceca, aggiungendo che “è sempre un bene, se l’America è un po’ ancorata in Europa”.”

“Chi non cambia mai la propria opinione, ama se stesso più della verità”. Joseph Joubert

Riguarda anche la opinione sulla guerra e il valore della vita umana? Non vi viene in mente la parola “coerenza”?

Petr Schnur – uno storico e studioso di religioni ceco ha scritto: “La presentazione di Havel nei media come un intellettuale di caratura mondiale, ha fatto perdere al popolo per un po’ di tempo la capacità di riflettere criticamente. Schnur critica Havel per il suo tirarsi indietro quando doveva esprimere la sua opinione, forse con l’intenzione di non creare i danni, senza capire che con questo comportamento faceva peggio.

Ho l’impressione che il concetto di modestia come virtù è stato distorto nell’ambiente culturale cattolico della Repubblica Ceca e della Slovacchia. Forse il popolo durante gli anni del regime totalitario si è abituato a non esprimere la propria opinione, così che il pensiero critico non ha neanche senso perché porta solo frustrazione e sofferenza. Ma dalla rivoluzione di Velluto nel ’89 sono passati già più di vent’anni, e le persone che speravano nei cambiamenti hanno capito che siamo ancora lontano dall’immagine ideale, che gli ideali sono solo nelle parole e le parole sono vuote. Ma non siamo più obbligati di “chiudere il becco e seguire”, come dice un detto slovacco.
Modestia,virtù che secondo me significa non presentarsi in modo arrogante, ma essere coscienti delle proprie qualità e saperle anche presentare quando serve. Significa essere coscienti che non esiste solo la propria verità. Rispettare che qualcun altro può essere migliore in quello che faccio, che accetto l’opinione degli altri (qui non parliamo degli estremi che vanno contro i diritti umani), che conosco i miei limiti. “Essere modesto” si distingue da “essere inutilmente modesto”. Il concetto di cattiva modestia può essere rappresentato dal conformismo, dal lasciare gli altri camminare sopra la propria testa, o dal sottoporsi ciecamente alla volontà del potere politico e religioso.

La vita di un essere umano è come un dialogo. La qualità della vita forse dipende dalle stesse caratteristiche dalle quali dipende la qualità di un dialogo, di un incontro interpersonale.
Vaclav Havel ha realizzato tanti incontri durante la sua vita, e decisamente ha lasciato una traccia, ci ha lasciato le sue idee sull’amore e sulla verità. Tocca a noi a viverle in coerenza con il nostro comportamento.

VERSIONE SLOVACCA – SLOVENSKÁ VERZIA

„Není rozhovor jako rozhovor. Jsou rozhovory krátké a rozhovory dlouhé. Jsou rozhovory hluboké a povrchní. Jsou rozhovory jedinečné a často se opakující. Jsou rozhovory “jednou a dost” a rozhovory jak román na pokračování. Jsou rozhovory přátelské a nepřátelské. Rozhovory chtěné a nechtěné (vnucené). Jsou rozhovory po nichž je nám lépe a rozhovory, po nichž nám dobře není… V některém rozhovoru se múže člověku ulevit. Přítomnost druhého člověka, který se nám snaží porozumět a je “cele s námi”, je útěchou“.
Jaro Křivohlavý

Život človeka je ako taký rozhovor. Kvalita (psychologická, medziľudská) dialógu závisí od toho, nakoľko sú doň zúčastnení zatiahnutí, od schopnosti počúvať a vnímať, od ich schopnosti byť „tu a teraz“, prežívať dialóg v momente keď prebieha. Ľudský život možno závisí od tých istých charakteristík.

18. december 2011. Správa o smrti Václava Havla sa rozšírila po svete ešte v ten istý deň. Zomrel posledný prezident Československa a prvý prezident Českej Republiky, dramatik, muž, ktorý prispel k pádu totalitného režimu. Zomrel v dôsledku problémov dýchacích ciest vo veku sedemdesiatpäť rokov, na jeho počesť bol v Česku vyhlásený trojdňový národný smútok. Zomrela veľká osobnosť, tak sa písalo v mnohých novinách.

Pokúšala som sa pochopiť, ako česi a slováci vnímajú osobnosť Havla, niektorých som sa na to spýtala osobne, iné názory som našla v novinách. Česi vravia, že smrť Havla bol smutný moment, pretože stratili najväčšieho prezidenta v histórii Českej Republiky. Politika, ktorý sa nesprával ako ostatní politici, „nekradol“ a bol „ľudský“. Oceňovali ho, pretože rozprával s ľuďmi zrozumiteľným spôsobom, bez povyšovania sa nad ostatných.

Slováci vravia, že bol prezident, akého sme čechom závideli. Hovoria, že by sme mu mali byť vdační za pád totalitného režimu, že bol silná a odvážna osobnosť, že vždy našiel slová na odsúdenie neprávosti, korupciu a nemorálnosť. Silné slová Havla dali do pohybu masy a povzbudili ľudí, aby sa postavili proti totalitnému režimu, v ktorom chýbala sloboda. On nechcel rozdelenie Československa, a keď sa udialo, na pár mesiacov sa stiahol z politiky.

Česi a slováci ho oceňovali za jeho skromnosť.

Jeho príspevok na politickej scéne bol čechmi kritizovaný, pretože nezastavil privatizáciu, čo bolo videné ako vytrácanie vlastníctva štátu. Niektorí ľudia, predovšetkým príslušníci staršej generácie, dúfali, že zmena režimu prinesie slobodu, demokraciu a ľudskosť, ale to sa nestalo. Neboli sme pripravení na to, čo nastane potom…

Česi aj slováci sú veľmi hrdí na to, že sa Československo rozdelilo bez vojnového konfliktu, a to aj vďaka myšlienkam Havla, ktoré sprevádzali Nežnú Revolúciu. Tieto myšlienky však ex-prezident neprezentoval, keď vyjadril podporu američanom ku „preventívnej“ vojne v Iraku (áno, k tej vojne, ktorú šéf OSN považoval za ilegálnu a ohľadom ktorej sa objavujú mediálne manipulácie s počtom mŕtvych iračanov).

Kritiku môžeme nájsť aj na talianskej wikipédii (nie však na českej a slovenskej): „Havel v roku 2007, aj napriek sľubu, ktorý vyslovil po Nežnej Revolúcii, že „žiadny cudzinecký oddiel už viac nebude pozvaný k tomu, aby sa položil nohu na čeké územie“, vyjadril svoju podporu americkému projektu ohľadom raketového štítu v Českej Republike, s dodatkom, že „je vždy dobré, keď je Amerika trochu ukotvená v Európe“.“

„Kto nikdy nemení vlastný názor, má radšej seba ako pravdu“. Joseph Joubert

Týka sa to však aj názorov ohľadom vojny a hodnoty ľudkého života? Neprichádza vám na rozum slovo „koherencia“ (súlad myšlienok a konania)?

Pert Schnur – český historik a religionista napísal: „To, ako je vykresľovaný Havel v médiách – ako intelektuál svetového formátu, spôsobilo, že ľudia na čas stratili schopnosť kriticky myslieť“. Schnur kritizuje Havla za jeho sťahovanie sa do úzadia, keď bolo potrebné sa vyjadriť, možno so zámerom neuškodiť, avšak nechápal, že takýmto správaním spôsoboval horšie.

Mám dojem, že koncept skromnosti ako cnosti bol skreslený v katolíckom kultúrnom prostredí Česka a Slovenska. Možno si ľudia počas rokov totaliného režimu zvykli nevyjadrovať vlastný názor, takže kritická myšlienka nemá zmysel, pretože prináša len frustráciu a utrpenie. Ale od Nežnej Revolúcie v 89´ už ubehlo viac ako dvadsať rokov, a ľudia, ktorí dúfali v zmeny pochopili, že sme ešte ďaleko od ideálneho obrazu, že ideály boli iba v slovách a slová sú prázdne. Ale už nie sme viac nútení „držať hubu a krok“, ako vraví slovenské príslovie. Skormnosť – cnosť, ktorá podľa mňa znamená neprezentovať sa arogantným spôsobom, ale byť si vedomý vlastných kvalít a vedieť ich aj prezentovať, keď je to potrebné. Znamená byť si vedomý, že neexistuje len vlastná pravda. Rešpektovať, že niekto iný môže byť lepší v tom čo robím ja, akceptovať názor druhých (teraz nerozprávame o extrémoch, ktoré idú proti ľudským právam), že poznám svoje limity. „Byť skromný“ sa odlišuje od „byť zbytočne skromný“. Koncept zlej skromnosti môže byť reprezentovaný konformizmom, tým, že necháme druhých, aby nám šliapali po hlave, alebo slepým podriaďovaním sa politickej a náboženskej moci.

Život človeka je ako rozhovor. Kvalita života možno závisí od tých istých charakteristík od ktorých závisí kvalita rozhovoru, medziľudského stretnutia. Václav Havel uskutočnil mnoho stretnutí počas svojho života, a rozhodne zanechal stopu, zanechal nám svoje myšlienky o láske a pravde. Je rad na nás, aby sme ich žili v súlade s vlastným správaním.

 

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