ITALIA: NON PIACE LO STRANIERO

Tanta paura dello straniero. Il rapporto Istat commissionato dall’Unar l’Ufficio antirazzismo del Ministero delle Pari opportunità, presentato lo scorso 11 luglio disegna un’ Italia con la doppia faccia. Quella accogliente, comprensiva, fiduciosa e quella della paura del diverso,  dello straniero. Ed è questa quella  che ancora sembra prevalere. Gli italiani, per esempio sono in grande maggioranza (72 per cento) favorevoli alla concessione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia ma poi, con una percentuale analoga dicono che “gli stranieri sono troppi”. Sono quelli che riconoscono che i migranti sono discriminati e che hanno minori possibilità di trovare un lavoro ma che ritengono che nella graduatoria dell’asegnazione di una casa popolare gli italiani debbano avere la precedenza.

Non ci spaventa il matrimonio misto, purché non interessi nostra figlia. Se il marito fosse un Rom o un Sinti i problemi sarebbero molti per quasi il 60 per cento, qualche problema per il 25 per cento. Un indice di “sgradimento” che sfiora l’85 per cento.Dall’indagine emerge anche con forza la consueta associazione immigrato- criminalità. La domanda era: un quartiere si degrada quando ci sono molti immigrati? D’accordo il 56 per cento degli italiani, poco o per niente il 44. Le pratiche religiose degli immigrati nel complesso non minacciano il nostro modo di vivere ma rimane alta la percentuale (41%) di chi non vorrebbe una moschea vicino casa (il 42 per cento è indifferente e il 17 è favorevole).Alla presentazione di questo rapporto del’Istat erano presenti anche i ministri Fornero e Riccardi. Entrambihanno sottolineato l’ambivalenza del giudizio degli italiani, ma con accenti differenti.  La Fornero ha sottolineato il fatto che – La recessione aumenta l’incertezza sul futuro e acuisce le paure. E quando ci sono le paure è normale che si cerchi qualcuno su cui concentrare le nostre paure, che possa rappresentarne l’origine. È comunque un immagine in chiaroscuro – ha proseguito Elsa Fornero – quella che emerge riguardo alla percezione degli immigrati da parte degli italiani  che hanno perfetta coscienza per esempio del ruolo positivo che hanno gli immigrati nella nostra società sia per ciò che riguarda l’apporto lavorativo che culturale.

Noi non abbiamo le categorie mentali e culturali – ha detto invece il ministro Riccardi –  per poter gestire il fenomeno della globalizzazione Gli uomini e le donne della globalizzazione sono spaesati perché cercano un nuovo punto di riferimento fatto di frontiere, confini, amici. Tutto si è estremamente confuso. Pensiamo agli ambiti provinciali, alle periferie delle grandi città. Pensiamo all’assenza di reti. Pensiamo alla crisi dei partiti e dei sindacati, a tutti quegli organismi che davano senso e orientamento. L’immigrazione non è solo una questione nazionale, ma è una questione come quella che ha riguardato i confini degli stati tra 800 e 900. Allora si aggiungevano o si sottraevano centinaia di migliaia di persone. Oggi non si tratta di territori ma di una crescita della nazione chela nostra Italia(non dico Europa perchè la Francia ad esempio ha avuto tutta unì’altra storia) non ha mai conosciuto.

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