PANICO

PanicoIn risposta ad una lettera sul problema delle crisi di panico.

Ciao,
capisco bene le tue preoccupazioni, le crisi di panico, detto in formulazione ufficiale della psicodiagnostica medica, Disturbo da Attacchi di Panico (DAP), è una delle forme più difficili da vivere delle disfunzioni psicofisiche.
La crisi arriva quasi all’improvviso, la prima spesso senza alcun preallarme, mette in moto una serie di meccanismi fisiologici e psichici che creano la più forte emozione negativa vivibile, quella del panico.

Per capire perchè succede tutto ciò bisogna andare molto lontano, nella storia evolutiva di noi esseri umani, quindi mettiti comoda, un profondo respiro, poi continua a respirare lento e regolare sollevando la pancia, rilassa tutti i muscoli, appoggia le spalle alla sedia, metti su una musica dolce e tranquilla, e apri gli occhi all’immaginazione…
Tutti gli esseri viventi hanno sviluppato vari sistemi di difesa per sopravvivere alle diverse minacce offerte dall’ambiente. Immagina uno dei primi esseri umani, migliaia di anni fa, una foresta per vivere e cacciare, una precaria abitazione senza serratura blindata, ne citofono o portiere.

Lui ha sviluppato le sue forme di adattamento seguendo una via evolutiva che predilige la parte mentale ed emozionale a scapito di quella fisica. E’ fragile, indifeso, non ha particolari strumenti di difesa come molti degli animali che lo circondano. Niente corna, a parte le intemperanze della sua signora, niente zanne, la pelle non è particolarmente resistente, ne denti aguzzi o artigli affilati.
Quello che può fare in caso di pericolo più imponente delle sue limitate possibilità è “avere paura”, scappare, o immobilizzarsi.
La paura diventa strumento di difesa, l’ansia mette in moto meccanismi percettivi utili a non essere travolto dalle minacce incombenti, e di risposta muscolare e cardiocircolatoria adatti alla fuga.

Quindi è il pericolo che innesca tutto. L’organismo fa il suo dovere, quello per cui è programmato da millenni di evoluzione. Il cuore pompa più energicamente e con maggior frequenza il sangue per rendere pronti i muscoli all’azione, lo stomaco e gli intestini tendono a bloccare la loro attività per non interferire con l’imminente innesco muscolare. Il respiro si fa ansimante per portare più ossigeno alle zone interessate all’azione, inizia la traspirazione, che con il sudore si prepara a raffreddare il corpo dall’eccesso di energia.
La percezione sensoriale è amplificata, servono maggiori dati sull’ambiente e sulle potenzialità dell’organismo. Attraverso la paura, il panico, l’indifeso uomo si salva, se ha fortuna, dal pericolo.

Tutto questo funziona bene se il pericolo imminente è davanti al povero essere umano, come un animale feroce in procinto di azzanarlo. L’azione necessaria ha il suo sfogo e la sua giustificazione, e tutto a breve ritorna nella normalità. Ma a volte, a noi che abbiamo grandi protezioni di case blindate, sicurezze alimentari, e il massimo del pericolo derivato dal contatto con un animale selvaggio è l’incontro con un militante del partito padano degli extracomunitari della civiltà, capita di essere stimolati da pericoli “interni”, psicologici, non consapevoli. Pensieri negativi, sofferenze psichiche, sensi di colpa e depressioni, vengono letti dal nostro sistema di difesa come “attacchi” esterni, e s’innesca la reazione competente, l’unica a nostra disposizione: il panico.

Allora quello che ti voglio dire è che il tuo organismo dalla millenaria esperienza non fa altro che agire per quello che sa fare. Esiste una condizione che lo minaccia, tu non lo sai, ma da qualche parte nella tua vita psichica c’è qualcosa di irrisolto e che chiede la tua attenzione.
Questo è il tempo per accogliere il segnale che l’organismo ti da, non lo trascurare, anzi approfitta di questa occasione per rimettere a posto i conti con la tua vita interiore.

Senza conoscere la tua storia non mi permetto di dare indicazioni precise, ma tutto questo, in senso generale, può essere affrontato con un briciolo di fiducia, considerando i sintomi come il richiamo dell’organismo per un’attenzione ad una sofferenza dell’equilibrio psicofisico.
Se il tuo organismo fisico è in ordine, quindi ben vengano esami medici di routine, escludendo malattie organiche, come disfunzioni cardiovascolari che possono essere la causa di alcune forme di DAP, non esiste alcun pericolo che possa minacciarti realmente durante le crisi. Non diventerai “pazza”, se già non lo sei, non morirai anche se la percezione “fuori scala” ti dice il contrario.
Ma c’è il rischio di chiudersi in una condizione protettiva per cui non esci più di casa, eviti gli impegni abituali, o ti fidanzi con un medico, brutto, vecchio tirchio e antipatico, con lo scopo di avere sempre vicino qualcuno che ti possa salvare…

Se ce la fai, oltre alle indicazioni terapeutiche seguenti, non evitare nulla di quello che hai sempre fatto, le crisi durano pochi attimi o pochissimi minuti, e poi vanno via senza fare danno. Affrontale comprendendo che in quegli attimi la percezione è iperattiva e che nulla di quello che sembra possa accadere di cruento si avvererà.
Alcuni medici, tristi e senza fantasia, ti diranno che devi rimpinzarti di pillole perchè nel tuo cervello qualcosa non funziona come prima. Come nel mio quando li ascolto.
Altri ti diranno quello che ti ho detto adesso, con il suggerimento di lavorare psicoterapicamente per capire e risolvere le cause psicologiche del conflitto, non di rado d’origine depressiva, che scatena i sintomi dell’ansia. Scegli tu la tua strada, senza timore, anzi, senza panico.
Buona fortuna.

Articoli correlati

  • DESTINI MIGRANTIDESTINI MIGRANTI Le funzioni di adattamento e di cambiamento fanno parte del corredo individuale e sociale della nostra struttura psichica. Per quanto riguarda l'aspetto sociale, nella storia dell'evoluzione umana l'adattamento a diverse condizioni […]
  • LA RIVOLUZIONE? SUBITO DOPO LA PUBBLICITÀ!LA RIVOLUZIONE? SUBITO DOPO LA PUBBLICITÀ! Una ventina di anni fa mi recai in visita, dopo anni di lontananza, al paese originario di mia madre, un piccolo borgo contadino del centro sud. Fui invitato a cena da mia cugina e suo marito, dopo un pasto eccellente a base di prodotti […]
  • IL LUTTOIL LUTTO Una mia cara amica ha subito una perdita grave, ha perso il suo figlio in un incidente stradale. L'amica mi raccontava di quello che le succedeva nel processo di lutto, mi raccontava della perdita, della tristezza e della depressione, dei […]
  • MIGRANTIMIGRANTI Migranti, la paura e l'opportunità. Con l'intervento di Antonio Lo Iacono, psicologo e psicoterapeuta, presidente della Società Italiana di Psicologia. Commento musicale: Greg Baumont  "La sixième porte de Shanaaghar" Cinque minuti - Migranti
  • LA NAVE, LA NEVE E LA SINDROME DEL CAPITANOLA NAVE, LA NEVE E LA SINDROME DEL CAPITANO I padri hanno il compito della lettura della realtà del mondo, devono salvarci dalle catastrofi, naturali, economiche, ambientali e sociali, prendendosi la responsabilità del danno creato anche al costo di affondare con la nave o di […]
  • IL NOSTRO DOLORE QUOTIDIANOIL NOSTRO DOLORE QUOTIDIANO Il dolore è collegato con la paura dalla morte, e le due cose oggi sono poste ai confini dell'attenzione della nostra società. Come viviamo il dolore dipende dalla dimensione affettiva e cognitiva, dalle esperienze passate di relazione […]
  • LA DIALETTICA DEL SOGNOLA DIALETTICA DEL SOGNO Perché sogniamo? Per dinamiche bio-neurali che ci garantiscono il giusto riposo. Perché i sogni sono ricchi di significati, che colgono allo stesso tempo passato, presente e futuro, e di amplessi psichici che si alimentano nella nostra […]
  • L’INFERNO SONO GLI ALTRIL’INFERNO SONO GLI ALTRI L'ennesima strage di innocenti in America ripropone le solite domande sul perché questo accade, sulla condizione estrema dell’aggressività umana nell'immaginario della convivenza e degli equilibri sociali. Abituati come siamo sempre di […]