DISPONIBILE IL LIBRO “LA PROSPETTIVA DELL’ASSASSINO”

La prospettiva dell'assassinoUn filo scuro, come il denso vapore odoroso del caffè prodotto dai chicchi appena macinati da “il macinacaffè elettrico”, uno dei nove racconti raccolti nel libro di Fabio Marriccchi “La prospettiva dell’assassino”, si dipana tra le storie presentate quale emblema di cupo dolore di rinuncia, di perdita, di incommensurabile distanza tra il desiderio e la possibilità.

I personaggi creati dalla penna di Fabio sono familiari, ci appartengono e in qualche modo ci tranquillizzano nella loro abdicazione a qualsivoglia forma di eroismo. Fanno parte di storie plausibili, farcite di realtà. Ci invitano a seguirli, ad ascoltare i loro patemi, a sederci con loro su una panchina rimanendo in silenzio, dividendoci amichevolmente la manciata di semi da lanciare ai piccioni.

Nello stesso modo come sia verosimile, il mondo descritto nei racconti di Fabio è carico di complessità e di tensione, le storie scorrono ferventi di ritmo vitale, di domande profonde. Sembra che l’autore chieda preoccupato ai suoi personaggi, all’ossessivo “catalogatore”, alla ragazza “incantatrice di gabbiani”, al “lettore Walter” protagonista del racconto che da il titolo al libro, di trovare una soluzione alle loro angosce, magari non la migliore, ma che sia scevra di ulteriori conflitti, di folli colpi di testa.

Nel libro si affrontano temi intensamente concreti, come gli affetti e le relazioni familiari, l’amicizia, l’amore e il suo, almeno qui vissuto come tale, ineluttabile compagno, la gelosia. Non c’è scampo per la passione e il desiderio, il prezzo da pagare è l’angoscia della perdita e il terrore del possibile tradimento. L’unica, parziale, soluzione è cercare di distrarsi.

Passeggiare lenti nelle periferie della vita, rincorrere sguardi senza osare intime richieste, cambiare luogo di vita per allontanare una relazione faticosa e così tentare di lenire il dolore.
Non ci sono roboanti proclami o patetiche lezioni di vita nei racconti de “La prospettiva dell’assassino”, ma c’è qualcosa di enormemente impegnativo: la nostra vita.


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