UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’EUROPA (APPELLO AL NON VOTO)

Da settimane si fa il suo nome, cioè del già presidente del consiglio italiano, del già capo della banca centrale europea, del già tante altre cose sinistre, nel senso letterale del termine. […]

Da settimane si fa il suo nome, cioè del già presidente del consiglio italiano, del già capo della banca centrale europea, del già tante altre cose sinistre, nel senso letterale del termine. Sinistre e indicibili. Proprio lui che con la sua faccia rugosa e i suoi occhi gelidi in tempi di pandemia (!) pontificava “Se non ti vaccini, ti ammali, muori”. O che agli albori della guerra Russo-Ucraina (ovvero Occidente collettivo contro la Russia) ci avvertiva trionfante che “Le sanzioni stanno avendo un effetto dirompente sull’economia di guerra russa” e che “l’esercito ucraino ha acquisito un vantaggio importante sull’esercito russo”. Le parole potrebbero essere state non proprio esattamente queste, ma il senso (andate a vedere) era proprio quello. La guerra in Ucraina, ormai inevitabilmente persa dall’Occidente, presenta almeno un quadro attuale un po’ diverso da quello ipotizzato da Draghi. E questo è un fatto confermato sin dall’inizio dagli storici liberi. (Il fatto di essere “storici” dovrebbe naturalmente comprendere la prerogativa di libertà che deriva dalla conoscenza dei fatti). Ma il fatto è che anche i cosiddetti media mainstream, non possono (oggi)  che prendere atto di questo disastro che si abbatte su di noi, sulla nostra economia familiare, sulle nostre vite.  L’effetto, “devastante” sull’economia russa, non c’è stato. Anzi la Russia ha aumentato il suo Pil, è stata spinta verso la Cina, ha iniziato a sostituire un’economia di scambio tradizionale fondata sul dollaro, con un’economia di scambio fondata sulle monete nazionali.  Senza contare che per tutti quelli dotati di senno e di un minimo di attenzione per la Storia, questa guerra, che speriamo volga al termine, è iniziata molto prima. Cioè nel 2014, quando gli Ucraini hanno iniziato ad attaccare i civili del Donbass, cioè delle regioni russe e russofone, che poco prima avevano votato a larga maggioranza un referendum che le rendeva indipendenti. Andatevi a vedere questo servizio del TG2 che prima dell’oblio propagandistico, aveva una visione reale della situazione. https://www.youtube.com/watch?v=iFWoJH3lrAk

Ma ora, queste cose, non si possono dire più, perché siamo piombati un una propaganda russofobica, come nella più becera narrazione filo-Nato che affonda le radici nella più deleteria affermazione della supposta supremazia occidentale.

Tornando a Mario Draghi, diverse fonti lo accreditano come futuro interprete dell’Europa post 2024. Forse presidente del consiglio europeo, forse addirittura presidente della commissione europea. Il traumatizzato Macron lo vorrebbe proprio al posto della Von der Layen, perpetrando l’eterno storico duello Francia-Germania, per il predominio sul continente europeo, mai finito. Qualunque sia il suo destino, è chiaro che Mario avrà quasi certamente (lui nega, ma negava anche di voler fare il presidente della repubblica) un ruolo fondamentale nel post voto.

Ma il punto non è questo. Si vota per il parlamento europeo, cioè per quella che formalmente è una delle principali istituzioni del sistema di potere dell’unione europea, ma che in realtà conta poco più di niente. Decide la commissione europea, il consiglio europeo (formato dai capi di stato o dai presidenti del consiglio degli stati membri) che indica la figura che dovrà essere il presidente della commissione europea. Il parlamento deve in sostanza avallare questa decisione. Ve lo immaginate un deputato europeo, ormai eletto con un cospicuo assegno mensile (non lo so quanto è, andatevelo a vedere) che vota contro? In buona sostanza al parlamentare europeo, non resta che questionare sulla grandezza delle zucchine o sul diametro delle arance,  e tutte cose similari, che sono sì, funzionali alla demenziale politica europea in questo campo, ma che certo sono distanti dalle decisioni sulla politica europea, che appartengono ad altre istituzioni. Che sono evidentemente responsabili anche delle politiche economiche e finanziarie della BCE.

In buona sostanza, a parte il vergognoso sostegno politico, morale, bellico ed economico al genocidio in atto in Palestina da parte dell’esercito israeliano, a parte la miope politica antirussa dettata dagli Usa, tendente a separare le potenze europee da Mosca a danno proprio dei popoli europei (vedi attentato al nord stream, un atto di guerra Usa- Ucraina passato sotto silenzio) il voto per il parlamento europeo, è, oltre che complice di queste politiche imperialiste telecomandate da Usa- Nato., è  inutile,  è utile solo a coloro che saranno eletti, che potranno seguire la loro carriera politica, senza la quale sarebbero un nulla assoluto, un fallimento.

E allora, perché votare? Una forte astensione sarebbe un segnale, oltre che una delegittimazione formale alle politiche di questa UE insulsa e assassina. Non andate a votare, dedicate il prossimo fine settimana ai vostri cari, alle persone che amate, ai vostri animali, andate con loro al mare, a passeggiare nei boschi, a respirare: approfittatene. Ve ne saranno grati. E voi non vi sentirete complici di questo delirio, di questa terrificante carneficina.


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