RASSEGNA STAMPA DEL 3 FEBBRAIO 2012

Cimitero Mediterraneo: 1500 morti nel 2011. Carceri, tutti i rischi della privatizzazione. Quando il Welfare lo fanno i nonni: il 70% accudisce i nipoti. L’accesso a Internet? Non è un diritto umano. Le patologie dei migranti: gastrite, infezioni, depressione e ansia. Schizofrenia: il ruolo della percezione sociale

 

CIMITERO MEDITERRANEO: 1500 MORTI NEL 2011

Rassegna.it Alto commissariato Onu per i rifugiati conta i migranti morti o dispersi nel tentativo di raggiungere l’Europa via mare. “Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre”, con queste parole Predrag Matvejevic, scrittore e accademico croato, descrive il Mediterraneo. E’ ben altra invece l’immagine che del Mare Nostrum emerge dai dati recentemente diffusi dall’Unhcr (l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). E la parola che viene subito alla mente è: cimitero. Un enorme camposanto, senza sepolcri e senza loculi, ma che si ingrandisce a vista d’occhio, mese dopo mese. Anno dopo anno. […]Ebbene, secondo l’Alto commissariato, nel solo 2011, sono oltre 1.500 gli annegati o dispersi mentre tentavano di raggiungere l’Europa. Questa stima stime rende l’anno appena trascorso quello col maggior numero di vittime nella regione, da quando – nel 2006 – l’Agenzia ha cominciato ad elaborare questo tipo di statistiche. Il precedente primato risaliva al 2007, quando le vittime e i dispersi furono 630. Quasi tre volte meno. In ogni caso, si tratta soltanto di stime. La somma reale dei morti in mare, secondo l’Unhcr, potrebbe essere addirittura maggiore.
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QUANDO IL WELFARE LO FANNO I NONNI: IL 70% ACCUDISCE I NIPOTI

Comunicareilsociale.com L’indagine campionaria svolta quest’anno dall’Eurispes sulla condizione degli anziani si è concentrata soprattutto sulle relazioni sociali, gli interessi, le attività e gli impegni, la loro apertura alla modernità e l’autosufficienza. La maggioranza degli ultra 64enni vive con il coniuge (55,9%). Un considerevole 17,6% vive, oltre che con il coniuge, con almeno un figlio, mentre il 14,1% vive solo ed il 4% con uno o più figli. Rappresentano una minoranza gli anziani che vivono con altri parenti (3,5%); solo lo 0,4% divide la casa con un badante o un domestico. Il compito di cui gli over64 si fanno carico con maggior frequenza per aiutare i figli è tenere i nipoti (68,5): il 10,3% lo fa sempre, il 33,2% spesso, il 25% qualche volta, un contenuto 21,2% mai (una buona parte dei quali, presumibilmente, non vive nella stessa città dei figli, ed è quindi impossibilitata a farlo).
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CARCERI, TUTTI I RISCHI DELLA PRIVATIZZAZIONE

Rassegna.it Il dl liberalizzazioni permette ai privati la gestione degli istituti. L’associazione Antigone: si rischia esplosione del sovraffollamento, aumento della violenza e discriminazione dei detenuti. “Cancellare la norma, la privatizzazione è incostituzionale”La privatizzazione delle carceri italiane può portare gravi danni, come l’esplosione del sovraffollamento, la discriminazione dei detenuti e l’aumento della violenza. Per questo bisogna cancellare la norma nel decreto sulle liberalizzazioni emanato dal governo Monti. E’ l’allarme lanciato da Antigone, l’associazione per i diritti e garanzie nel sistema penale. Il decreto introduce lo strumento del “project financing”, ovvero la possibilità di assegnare a privati la realizzazione di strutture carcerarie. L’organizzazione non ci sta: il trattamento penitenziario “non può essere affidato a chi ha scopo di lucro”, dice chiaramente. In questo caso si ridurrebbero anche le possibilità di ritorno anticipato in libertà: “Gli imprenditori privati hanno interesse a trattenere i detenuti, essendo per loro un guadagno”.
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L’ACCESSO A INTERNET? NON È UN DIRITTO UMANO

Ildenaro.it Il web non è l’acqua, non è il cibo, non è nessuna delle cose inalienabili di cui gli individui hanno bisogno, anche se molti pensano il contrario. Parola di Vinton Cerf, padre del protocollo Ip.
Vinton G. Cerf è universalmente riconosciuto come uno dei padri della Rete Internet; è uno degli ideatori e realizzatori del protocollo TCP/IP che è alla base dell’architettura tecnologica di Internet. Non si contano i premi ed i riconoscimenti ricevuti da vari presidenti degli Stati uniti come Clinton e George Bush e da altre organizzazioni internazionali. Dall’ottobre del 2005 Cerf è vice presidente e capo evangelista per Internet di Google. Fra le sue responsabilità, la ricerca di nuove tecnologie per supportare lo sviluppo di prodotti e servizi avanzati di Google basati su Internet. Si tratta di un personaggio che, per il suo prestigio, le sue competenze e per il suo ruolo attuale, ha molto da dire e le sue parole sono sempre ascoltate con interesse.
Si possono ben capire, quindi, le discussioni e le polemiche che sono sorte dopo il suo articolo comparso lo scorso 4 gennaio sulle colonne del “The New York Times” dal titolo “L’accesso a Internet non può essere considerato un diritto umano” (http://tinyurl.com/6qt39c3).
Il ragionamento che fa Cerf parte dalla considerazione che i recenti accadimenti avvenuti in alcuni Paesi dell’Africa Mediterranea e del Medio Oriente hanno avuto un indubitabile supporto dalla Rete Internet e dalle applicazioni che permettono una costruzione e condivisione di informazioni, video e foto, soprattutto in mobilità. Senza la Rete le popolazioni avrebbero trovato difficoltà nel comunicare fra loro e specialmente verso il mondo, per organizzarsi, discutere e far valere le proprie ragioni.
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LE PATOLOGIE DEI MIGRANTI: GASTRITE, INFEZIONI, DEPRESSIONE E ANSIA

Corriere del Mezzogiorno. Fornite le statistiche dell’ambulatorio che cura gli stranieri senza permesso: africani in maggioranza. Le patologie più frequenti tra gli immigrati? Gastrite e infezioni, ma anche depressione e ansia. Sono i dati forniti dal servizio di medicina delle migrazioni del Policlinico di Palermo, che ha garantito in un anno (2008-2009) 1751 prestazioni sanitarie. Si tratta di un ambulatorio ad accesso facilitato senza prenotazione che fornisce ai migranti irregolari e senza permesso di soggiorno assistenza medica gratuita. L’analisi dell’utenza (1756 pazienti in day ospital) tra il 2003 e il 2009 ha mostrato che l’età del primo contatto con il centro va dai 20 ai 50 anni, gli immigrati provengono da 70 paesi: più della metà dall’Africa, il 211% è asiatico, quasi il 19% europeo e l’1,99% dell’america del sud. […]Le malattie: La maggior parte dei pazienti giunge al servizio dopo almeno 2 anni dall’arrivo e molti dopo 4 anni. Solo il 10% del campione arriva dopo meno di un anno. Il 73,2% è irregolare e solo poco più di un quarto possiede regolare permesso di soggiorno. Il 3,1% è senza fissa dimora, il 16% è ospite da parenti o amici, il 25% presso centri di accoglienzadel privato sociale e il 65% vive in locali in affitto insieme ad altri connazionali. Tra le patologie più frequenti al primo posto ci sono quelle gastroenterologiche con il 17%. Seguono al secondo posto per il 14,8% quelle infettive, le malattie dell’apparato genitourinario con l’11%, le patologie endocrino-metaboliche come diabete mellito, malattie del sistema osteomuscolare, le malattie di tipo circolatorio, respiratorio e della pelle. Tra i disturbi psichici c’è la depressione e il disturbo ansioso-depressivo.
Legg itutto: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/sociale/2012/31-gennaio-2012/patologie-migranti-gastrite-infezioni-depressione-ansia-1903086340767.shtml

 

SCHIZOFRENIA: IL RUOLO DELLA PERCEZIONE SOCIALE

Brainfactor.it Pubblicato in questi giorni su Social Cognitive and Affective Neuroscience uno studio fMRI realizzato dal gruppo di ricerca Italiano costituitosi fra le Università di Chieti e di Parma coordinato dal Prof. Vittorio Gallese (foto) che mette in luce le alterazioni del funzionamento cerebrale nella schizofrenia, offrendo nuove spiegazioni sulla natura dei disturbi sociali presenti in questa condizione psichiatrica.
I ricercatori Italiani hanno utilizzato la tecnica della risonanza magnetica funzionale (fMRI) per studiare in pazienti schizofrenici le risposte cerebrali a situazioni sociali riguardanti l’osservazione di sensazioni corporee esperite da altri, rivelando che durante l’osservazione di tali stimoli i pazienti schizofrenici mostravano attivazioni neurali differenti in regioni cerebrali coinvolte nell’esperienza soggettiva di sensazioni corporee tattili, rispetto ad un gruppo di controllo composto da individui sani. Una delle regioni cerebrali interessate è risultata la corteccia premotoria, normalmente coinvolta nella percezione di sensazioni corporee e nell’integrazione del controllo motorio con le informazioni sensoriali visive, tattili e uditive. Un’altra regione cerebrale interessata è risultata l’insula posteriore, ritenuta cruciale non solo nella percezione delle sensazioni corporee, ma anche nella capacità di distinguere sé dagli altri in situazioni di “affettività sociale”.
Leggi tutto: http://brainfactor.it/index.php?option=com_content&view=article&id=619:schizofrenia-il-ruolo-della-percezione-sociale&catid=2:neuroimmagine&Itemid=3

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